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Ubuntu completa Casa Romagna a Forlì

Al secondo e terzo piano di piazza Saffi a Forlì ha aperto il ristorante didattico, con ragazzi giovanissimi, da 15 a 18 anni, in saqla e ai fornelli.

Ha aperto da pochi giorni, al secondo e al terzo piano di Casa Romagna, il ‘ristorante didattico’ gestito da ENGIM Emilia Romagna, che darà spazio anche a workshop e laboratori.

Come sarà gestito, di fatto, il ristorante didattico? "Noi ci occupiamo di giovani che hanno abbandonato la scuola: grazie ai nostri corsi – illustra la direttrice regionale ENGIM, Rina Giorgettifacciamo loro ottenere qualifiche in vari ambiti. Con i nostri corsi siamo già presenti a Ravenna e Cesena. E ora sbarchiamo a Forlì con il ristorante". Il ristorante si chiama ‘Ubuntu’ ("parola africana che significa ‘accoglienza’", chiarisce Giorgetti). A cucinare e servire saranno i ragazzi stessi, coadiuvati da uno chef: tutti studenti dai 15 ai 18 anni che si metteranno alla prova nella preparazione dei piatti. "Il menù – spiega lo chef – prevede quattro antipasti, quattro primi e quattro secondi dalla tradizione italiana, non solo romagnola, in modo da dare ai ragazzi la possibilità di spaziare. In questo periodo prediligiamo il pesce".

I prezzi saranno concorrenziali, mentre la qualità dei prodotti sarà alta. Tra le particolarità del ristorante ci sono orari e giorni di apertura: come in una scuola, infatti, i ragazzi sono impegnati solo la mattina, quindi si comincerà alle 10 con la piccola pasticceria realizzata nei laboratori di Ravenna, per poi aprire la cucina alle 12 per i pranzi. Chiuso la sera, nei weekend e durante le vacanze (dal 23 dicembre per quelle di Natale e a fine luglio in estate).

"Finalmente, dopo aver sperimentato diverse soluzioni, ora ci siamo – le parole di Gianfranco Brunelli, vicepresidente della Fondazione Cassa dei Risparmi (proprietaria dei muri di palazzo Talenti Framonti, ex sede di Eataly) –. Il progetto ‘Casa Romagna’ è intatto e vogliamo portarlo fino in fondo. Siamo contenti di aver trovato partner affidabili". Sulla stessa linea anche il sindaco Gian Luca Zattini: "Siamo di fronte a una scelta lungimirante, orientata a ricreare in piazza un centro di aggregazione importante. Nei centri, qui e altrove, le vecchie ricette non funzionano più, perciò dobbiamo sperimentarne di nuove. Lavoreremo a fondo e questo è un ulteriore passo per affrontare al meglio la sfida".

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Innovare la formazione

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